
Nelle ultime settimane sta montando in Algeria la rabbia e lo sdegno popolare per i nuovi testi scolastici. Dopo le “riforme” infatti, i libri di Storia e di educazione civica per le elementari e le medie sono stati rivisti “alla francese”.
I bambini della quinta elementare non potranno più leggere la versione originale di Kassaman, poesia e inno nazionale di Mufdi Zakaria, il poeta rivoluzionario, i cui versetti sfidavano la Francia colonialista. In sostanza un passaggio che si può tradurre così “O Francia! Oltre è il periodo dei palavers / Noi l’abbiamo chiuso come chiudiamo un libro / O Francia! Il giorno per fare i conti è venuto! Preparati! Qui è la nostra risposta! Il verdetto, la nostra rivoluzione ce lo renderà / Siamo determinati che l'Algeria vivrà, siate testimoni – siate testimoni – siate testimoni” non compare più nel testo!
Questo però è nulla in confronto a quello che si legge nel testo di Storia per le medie. La Francia viene definita “forza liberatrice” dalla “colonizzazione ottomana” e descrive i rivoluzionari e i mujahedin che lottarono per l’indipendenza come “fondamentalisti estremisti”. Inutile dire che insegnanti e genitori sono rimasti scioccati da tale stravolgimento nella storia del paese.
Ora qui voglio fare un parallelismo. Da più parti si sente dire che “è inaccettabile censurare qualcosa solo perché offende i musulmani” in riferimento a opere teatrali o letterarie in cui l’insulto all’Islam è piuttosto palese. In nome della libertà d’espressione accetto. Mi sembra ambiguo però il fatto che di contromisura molti paesi occidentali debbano decidere cosa e come insegnare la Storia e altro ai nostri giovani. Insultare Maometto si può ma ricordare i massacri della Francia colonialista no perché offende i francesi? Scusate ma così non ci sto!
I bambini della quinta elementare non potranno più leggere la versione originale di Kassaman, poesia e inno nazionale di Mufdi Zakaria, il poeta rivoluzionario, i cui versetti sfidavano la Francia colonialista. In sostanza un passaggio che si può tradurre così “O Francia! Oltre è il periodo dei palavers / Noi l’abbiamo chiuso come chiudiamo un libro / O Francia! Il giorno per fare i conti è venuto! Preparati! Qui è la nostra risposta! Il verdetto, la nostra rivoluzione ce lo renderà / Siamo determinati che l'Algeria vivrà, siate testimoni – siate testimoni – siate testimoni” non compare più nel testo!
Questo però è nulla in confronto a quello che si legge nel testo di Storia per le medie. La Francia viene definita “forza liberatrice” dalla “colonizzazione ottomana” e descrive i rivoluzionari e i mujahedin che lottarono per l’indipendenza come “fondamentalisti estremisti”. Inutile dire che insegnanti e genitori sono rimasti scioccati da tale stravolgimento nella storia del paese.
Ora qui voglio fare un parallelismo. Da più parti si sente dire che “è inaccettabile censurare qualcosa solo perché offende i musulmani” in riferimento a opere teatrali o letterarie in cui l’insulto all’Islam è piuttosto palese. In nome della libertà d’espressione accetto. Mi sembra ambiguo però il fatto che di contromisura molti paesi occidentali debbano decidere cosa e come insegnare la Storia e altro ai nostri giovani. Insultare Maometto si può ma ricordare i massacri della Francia colonialista no perché offende i francesi? Scusate ma così non ci sto!



2 commenti:
non capisco perché l'Algeria abbia fatto una cosa simile,considerando anche che in occidente,la lotta del popolo algerino contro l'occupazione coloniale fracese,è vista con simpatia,anzi da molti è considerata una lotta eroica.Posso ricordare anche il bellissimo film del mio concittadino Gillo Pontecorvo "La battaglia di Algeri".Ogni paese è giusto che racconti la propria storia.
Il problema è che i francesi non l'hanno ancora capito e sono tuttora convinti di aver fatto un "piacere" agli algerini!
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