sabato 7 giugno 2008

Tutto il mondo è paese. I bengalesi, “rom” del golfo!


Negli ultimi tempi l’opinione pubblica in diversi paesi del golfo è rimasta scioccata da efferati crimini commessi da membri della numerosissima comunità bengalese presente. Si sono sollevate voci “xenofobe” simili a quelle che in Italia sentiamo contro i rom. Che vanno cacciati, che va regolato il loro flusso, che sono tutti delinquenti, ecc. Ora il Bahrain, noto in Europa solo per il GP di Formula 1, ha deciso addirittura di bloccare i visti in ingresso dal Bangladesh. Niente più lavoratori bengalesi, il tutto dopo che un meccanico bengalese ha segato un suo cliente in due per una discussione sulla tariffa. Negli ultimi due anni altri crimini commessi da bengalesi avevano suscitato la collera in Bahrein, tra cui quello di un cuoco che uccise la figlia del suo datore perché aveva criticato il suo modo di cucinare a quanto pare. Ricordo che gli immigrati in Bahrein sono circa la metà della popolazione e che solo i bengalesi sono circa 110 mila, su un milione di abitanti, l’11% quindi, percentuale altissima rispetto a quelle degli immigrati in Europa. (i romeni in Italia sono 600 mila, che su 58 milioni di abitanti sono poco più dell’1% della popolazione).

E’ curioso vedere che i partiti e movimenti islamici sono quelli più divisi e netti nel loro giudizio su tale provvedimento in Bahrein. Da una parte i salafiti, che avevano chiesto da tempo al governo limitazioni all’ingresso dei bengalesi nel regno. Dall’altra parte intellettuali “islamici” che ricordano a tutti che Allah giudica l’individuo, non il popolo o la comunità, quindi considerano questo modo di ragionare quasi “blasfemo”. Un po’ come la differenza in Italia tra i leghisti “cristiani” e la Caritas “cristiana”. Tanto per dimostrare che ognuno percepisce quello che gli pare della religione a seconda del “background” politico e culturale che lo caratterizza.

martedì 3 giugno 2008

Iran libero. Ma da chi?


Vari quotidiani (principalmente il Riformista) e intellettuali nostrani stanno promuovendo una manifestazione contro Ahmadinejad in arrivo a Roma, fin qui nulla di strano, si può benissimo manifestare contro chiunque. Il senso della manifestazione è però un po’ ambiguo, si parla di manifestazione per liberare l’Iran. Ma liberarlo da chi? Forse molti si stanno dimenticando una cosa fondamentale, l’Iran è uno dei pochi paesi islamici democratici, Ahmadinejad è stato democraticamente eletto dal popolo iraniano, quindi si può benissimo odiare come si possono odiare Bush e Zapatero, ma il popolo iraniano non ha certo bisogno di essere liberato (ricordo ai nostri giornalisti “distratti” che l’attuale sistema di stato “islamico” presente in Iran è stato voluto dal popolo iraniano con la rivoluzione islamica del 1979 contro il regime dello shah). Casomai andrebbero liberati egiziani e marocchini, però i loro tiranni, quelli si che lo sono, hanno una caratteristica che li rende immuni alle critiche, sono amici dell’occidente. Mubarak non è stato scelto dal popolo egiziano, i vari Re e principi in molti paesi arabi non sono stati scelti dai loro popoli, Ahmadinejad invece, che ci piaccia o no, è stato scelto dal suo popolo in elezioni regolari.

Il problema è che se vogliamo essere onesti dobbiamo dirla tutta, a noi in realtà della democrazia nel resto del mondo non ce ne frega proprio niente, a noi interessa avere governi amici che fanno i nostri interessi e obbligano i propri cittadini ad accettare il “sistema”. Anzi, forse sarà solo un puro caso, ma gli unici regimi mediorientali che notiamo sono quelli che ce l’hanno con Israele. Coincidenze…