mercoledì 21 gennaio 2009

Israele: I rabbini benedicono la guerra


Tutti in Italia sanno ormai che nell’Islam esiste una cosa minacciosa che alcuni Imam emettono chiamata “fatwa”, certo il significato è molto più ampio di quello negativo che Allam ha voluto far passare sui media italiani ma quello che mi interessa è che ormai la cosa è stata inculcata bene all’italiano (occidentale) medio. Quello che però nessuno vi racconterà mai è che in Israele i rabbini non sono certo dei santi e puntualmente con ogni guerra di Israele benedicono le armi e considerano l’uccisione di donne e bambini “nemici” come una cosa non solo accettabile ma direi perfino raccomandabile.

Nelle settimane di guerra a Gaza, mentre il mondo si impegnava a far finta di nulla, in Israele decine di opinioni religiose si susseguivano con benedizioni all’operato dell’esercito israeliano e delle uccisioni a Gaza, considerando la morte di donne e bambini accettabile se vista come “punizione collettiva del nemico”, un altro rabbino è andato oltre dicendo che non ci sarebbe alcun problema dal punto di vista religioso se oltre un milione di palestinesi venissero uccisi nella striscia di Gaza.
Mordechai Eliahu, ex rabbino capo d’Israele e tuttora uno dei principali capi religiosi in Galilea, ha mandato un messaggio a Olmert e a tutti i leader politici israeliani sotto forma di articolo su “Piccolo Mondo”, una guida settimanale che viene diffusa nelle sinagoghe il Venerdì, in cui racconta dalla Bibbia il massacro di Shechem (nella Genesi) e lo usa come prova giuridica per giustificare la “punizione collettiva” come uno dei mezzi consentiti in guerra dalla religione ebraica. Secondo il quotidiano saudita “Al Watan” Eliahu ha aggiunto che tale criterio è attualmente valido per la striscia di Gaza in quanto tutti i suoi abitanti sono colpevoli del lancio dei missili Qassam non avendo fatto nulla per fermarli e ha considerato la morte dei civili palestinesi accettabile dal punto di vista religioso. La cosa curiosa però è che Eliahu si era detto contrario all’invasione di terra perché “mette in pericolo i soldati israeliani” e aveva consigliato un bombardamento a tappeto della striscia!

Diversi giornali israeliani, tra cui Haaretz, hanno pubblicato le varie opinioni religiose sulla guerra. Il rabbino Yisrael Rosin, direttore dell’istituto Tsomet, ha affermato che “secondo la Torah possiamo uccidere i loro uomini, donne, bambini, infanti, vecchi e anche sterminare i loro animali”.
Il rabbino capo di Safad, Shlomo Eliahu, ha invece specificato che “se ne uccidiamo 100 e non si fermano dobbiamo ucciderne 1000, se ne uccidiamo 1000 e non si fermano ne dobbiamo uccidere 10.000, e dobbiamo continuare così anche se dovessimo ucciderne un milione”.

Le statistiche dicono che il 90% degli ebrei religiosi afferma che bisogna seguire le opinioni dei rabbini e non quelle della politica o dei governi. Mentre il 95% dei soldati religiosi ha affermato che non può eseguire degli ordini contrari ai dettami dei rabbini.

Era per voi un estratto del pensiero comune nella cosiddetta “unica democrazia del Medioriente”…