giovedì 5 novembre 2009

Il crocifisso degli ipocriti



L’altro ieri la corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito, accogliendo il ricorso di una cittadina italiana di origine finlandese, che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni". Una notizia che, in un paese laico normale, avrebbe creato al massimo qualche discussione di natura giuridica, con uno scambio di opinioni in tutta calma. Ma l’Italia si sa, non è un paese normale e soprattutto è un paese laico dove il peso della Chiesa è a dir poco abnorme. Si è scatenato un putiferio, che ha tirato in ballo tutti, pure i musulmani che non c’entravano proprio nulla!

Il sito del Corriere, quotidiano a mio parere sempre più emblema del decadimento del giornalismo italiano, si è trasformato in un megafono del più becero razzismo che cova nelle menti e nei cuori di alcuni italiani. In poche ore dalla sentenza la notizia aveva ricevuto quasi 1300 commenti (una cosa mai vista sul sito). Questi commenti mi hanno lasciato a dir poco perplesso, perché facevo fatica a trovare dei commenti sereni e pacati che discutevano della notizia, la sentenza. La stragrande maggioranza di quei commenti era di natura razzista, si invitava la signora (cittadina italiana!) a tornare in Finlandia, si insultavano i finlandesi, si parlava di Eurabia, si tirava in ballo la Fallaci, si accusavano i musulmani e i turchi, ci si domandava cosa sarebbe successo se in Iran avessero chiesto di rimuovere i simboli religiosi! Ero perplesso non solo per il razzismo e le assurde accuse ai musulmani, ma anche perché leggendo quei commenti mi chiedevo onestamente se gli italiani potevano essere così stupidi! Il popolo di Galileo e Leonardo che in modo irrazionale e del tutto illogico invece di discutere di una sentenza e delle sue motivazioni stava accusando gli arabi, i finlandesi e le renne di invasione e islamizzazione!

A pensarci bene però non riesco neanche a capire il senso di questa “ribellione”, cioè anche lasciando stare la sentenza e tutto il discorso giuridico e dello stato laico in cui mi pare normale l’assenza di simboli religiosi dagli edifici pubblici. Voglio andare al cuore del problema, se tutti questi italiani si sono sentiti tanto offesi da questa sentenza uno dovrebbe pensare che il popolo italiano è profondamente cristiano! Però in Italia io ci vivo, gli italiani li vedo, li conosco e tra loro e gli insegnamenti di Gesù c’è di mezzo non il mare, ma il pacifico! Evadere le tasse è da cristiani? No. Tradire il marito/moglie è da cristiani? No. Odiare l’immigrato è da cristiani? No. L’Italia è il paese dei calendari dedicati alle forme femminili, dei milioni di uomini che vanno a puttane mentre i loro figli dormono con la moglie a casa. Sono sicuri gli italiani che tutto questo a Gesù piace?
E poi toglietemi una curiosità, quanti di voi hanno un crocifisso in casa e in ufficio per pretendere di averlo anche nelle scuole dei figli e nei tribunali?

23 commenti:

storico ha detto...

il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

L'Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

Anonimo ha detto...

Beduino.

Allora qualcuno mi spiega, tra le belle teste che han deciso per la rimozione del crocefisso, la presenza di una Turca?

Premetto che, come ben sai, a me poco frega del crocefisso, sarebbe bene chiarire una cosa.

I Musulmani potrebbero fare una SIGNORA BELLA FIGURA difendendo quegli italiani che si sentono offesi da questa sentenza. E lo sai perché?

Perché se c'è una confessione che poco casino ha fatto riguardo il crocefisso quella è proprio quella islamica, davvero!!!

Gli episodi (stupidi, a mio avviso) di censura di crocefisso,canti natalizi,etc, sono arrivati da laici intolleranti, mai (che io sappia) da musulmani.

Nemmeno l'UCOII (che io sappia) ha mai preso posizione contro il crocefisso in Aula.

Per questo motivo l'Islam Italiano avrebbe potuto giocare meglio questa carta...

Detto questo,quella sentenza mi infastidisce (com'è logico) per un altro motivo: non deve venire Strasburgo (e dei turchi che non vedo cosa cazzo c'entrino) a dirmi cosa devo fare nelle NOSTRE scuole e, in generale, a dire cosa devo fare a CASA MIA.

Se l'Europa Unita è questa durerà ben poco. Per fortuna, aggiungerei...

JZ

Anonimo ha detto...

Scusa, colgo l'occasione per risponderti qui riguardo l'intervento da Sherif sulla Strage negli Usa da parte dello psicologo.

Hai detto una cosa pericolosissima.

E lo sai perché? Perché tra le righe sostieni l'impossibilità di un cittadino figlio di immigrati (o di origine straniera) di diventare un cittadino come tutti gli altri, dal punto di vista della lealtà al proprio paese.

Discorso doppiamente pericoloso perché parli genericamente di "arabi" e di "musulmani" che non possono imbracciare le armi contro fratelli di Umma e contro arabi (sì,visto che mica lo spedivano in Palestina, bensì in Iraq).

FAcciamo fanta politica come hai fatto tu:

Fammi capire: allora se ci fosse una guerra tra Italia ed Austria gli Italiani dovrebbero disertare in massa in quanto gli Austriaci anch'essi Europei e Cattolici?

E se la guerra fosse contro un paese arabo? Mi troverei un nemico con il mio passaporto che magari va a combattere al loro fianco?

Ti faccio notare che durante la seconda guerra mondiale (tu hai citato guerre Europa Usa come fantapolitica, ma ce ne sono state già), cittadini Americani di origine tedesca, Italiana,etc. hanno combattuto contro tedeschi Italiani,etc, senza problemi.

Certo: esiste l'obiezione di coscienza. Ma di certo se sei nell'esercito te la puoi scordare.

Per cui, pensa bene a quanto hai scritto perché,ripeto, il messaggio che rischi di far passare è davvero pericoloso (se parli d'integrazione e lealtà verso il paese).

Un caro saluto
JZ

P.S: come vedi ho parlato "in generale" della cosa, e non dell'episodio nello specifico (come te) proprio perché la penso come te riguardo la non origine Religiosa o etnica dell'episodio (a prescindere dall'"Allah Akbar" urlato).

Beduino ha detto...

Ciao John!
Allora, per quanto riguarda la questione crocifisso io non ragiono da musulmano, ma da laico e in questo senso non posso che trovarmi d'accordo con la sentenza, in uno stato laico è giusto che la fede rimanga fuori da luoghi come scuole, tribunali, ecc che sono di tutti, non dei cattolici. A me non ha mai dato fastidio il crocifisso e in effetti hai ragione sui musulmani, perchè Adel Smith a parte (ma l'ha fatto più per ottenere un po' di notorietà che altro) nessun musulmano ha dei problemi con il crocifisso. Quello che ho scritto infatti non è tanto contro il crocifisso in aula (che comunque ritengo inopportuno), ma più che altro contro gli italiani che accusano i musulmani sempre e comunque e contro l'ipocrisia di questi finti cattolici che ci tengono tanto al crocifisso e poi vanno a messa una volta l'anno e non hanno assolutamente nulla di cristiano nel loro modo di vivere. Il fastidio che provi per la sentenza in quanto proveniente da Strasburgo fa capire quanto il senso di Europa sia fragile.

Beduino ha detto...

Per quanto riguarda la strage in Texas non penso di aver detto una cosa pericolossissima come sostieni, ho detto infatti "umanamente comprensibile", non vuol dire che per tutti è così, ma soprattutto per l'immigrazione recente è impensabile che tutti taglino di netto con le prorie origini. (nella seconda guerra mondiale e il discorso americani di origini tedesche e italiane è un po' diverso perchè non penso fossero figli di immigrati recenti in USA, ma probabilmente erano già alla seconda o terza generazione e lì ormai il legame è solo nel cognome). Un ragazzo italiano nato da genitori iracheni, che si sente italiano ma in casa parla un'altra lingua e che ha comunque un legame affettivo con una realtà nella quale magari non ha mai vissuto ma che i genitori gli hanno raccontato e in un certo senso fatto amare può sentirsi male all'idea di andare a combattere in Iraq e umanamente lo capirei. Il discorso vale solo per gli immigrati recenti, alla lunga inevitabilmente le cose cambiano. Esempio: ho tre cugini inglesi, non parlano l'arabo perchè nati e vissuti lì, si sentono inglesi e in Giordania sono venuti poche volte a trovare i parenti. Sono sicuro che nessuno dei tre potrebbe andare a combattere contro dei giordani perchè comunque hanno un legame affettivo (forse anche etnico-religioso) ancora presente nella loro vita, ma sono altrettanto sicuro che i loro figli non avranno alcun problema ad invadere la Giordania e raderla al suolo se fosse necessario. Era questo il senso del mio messaggio, cioè un esercito come quello USA, dove moltissimi militari sono praticamente figli di non americani, dovrebbe avere l'intelligenza umana di capire dei legami che non si possono tagliare da un giorno all'altro e non forzare i propri soldati ad andare a combattere contro le loro origini "fresche". Il discorso fantapolitico che fai con gli italiani che non dovrebbero quindi combattere contro gli asutriaci in quanto europei e cattolici non ha nulla a che vedere con quello degli arabi e lo sai meglio di me. Anche se meno del passato ancora oggi gli arabi hanno un senso di appartenenza alla "nazione araba" o addirittura alla Umma spesso superiore a quello dei singoli stati nazionali, che per molti sono solo frutto del colonialismo che ha disegnato confini fittizi. L'identità nazionale tra gli arabi è artificiale, inutile negarlo, parlano la stessa lingua, stessa religione, stessa storia, stesso cibo, stessi usi e costumi. Forse hanno un'identità statale nel senso di stati o regioni come può essere la differenza che sente un californiano rispetto a un texano. Antropologicamente parlando il popolo irahceno e il popolo giordano non esistono, esiste il popolo arabo. Forse anche per questo la questione palestinese è in un certo senso sentita da tutti gli arabi come propria, poi c'è anche chi si sente iracheno o si sente egiziano, ma è come il siciliano che si sente siciliano e il sardo che si sente tale. Ecco diciamo che il parallelismo regioni italiane-stati arabi calza a pennello, ci sono differenze anche importanti e spesso anche contrasti, ma sulle cose importanti prevale un senso di appartenenza collettiva superiore. Diciamo che il discorso del palestinese che deve combattere in Iraq è più come chiedere a quelli del SudTirol di combattere contro gli austriaci, lì forse le cose andrebbero come dico io...

Anonimo ha detto...

Ciao Beduino.

Sì certo,so bene che il tuo discorso è laico (sebbene ti pensassi musulmano praticante), infatti laicamente calza.

Ma lo era anche il mio, infatti criticavo il ruolo di Consiglio d'Europa,UE,etc riguardo questioni INTERNE.

Il Crocefisso era uno spunto.

Certo che il tuo discorso sull'ipocrisia degli Italiani a livello religioso (ma penso valga per tutti, in tutto il mondo: purtroppo simili esempi non mancano certo tra Ebrei,Musulmani,etc).

Il senso di Europa è fragile certamente: ma non è certo facendo dell'Europa un Leviatano che da Strasburgo o Bruxelles vengono a dire a me cosa fare che irribostusci le radici.

E poi, ripeto: che ci fa una Turca in quel contesto (con tutto il rispetto per la Turchia)?

Posso immaginare quanto "neutrale" sia stato il suo giudizio ;)

Sai benissimo da te che il mondo arabo ha 1000 volte più rispetto per il cristianesimo ed i suoi fedeli di quanto non ne abbia la Turchia...

Tornando al ruolo dell'Islam, ripeto, una presa di posizione se non "pro crocefisso" almeno di "solidarietà" verso i fedeli (e sai bene che, a prescindere da quanto hai giustamente scritto, ce ne sono molti e in buona fede) che si sono sentiti toccati da quella sentenza avrebbe giovato all'immagine del Islam da queste parti...

Proprio perché Adel Smith a parte (che ritengo offensivo per i musulmani definire degno di considerazione) NESSUNO ha mai avuto da ridire per albero di natale, presepe,croci in aula.etc...

E spesso la gente lo dimentica.
JZ

Anonimo ha detto...

Seconda parte :)

Quanto all'esercito, hai apportato una precisazione importante.

Tutto dipende dall'essere di prima,seconda,terza,etc generazione, rende più comprensibile.

Detto questo: capisco il tuo discorso di "senso di Umma" (anche se il tramandarlo è pericolosissimo,almeno in Europa, dati i connotati religiosi) ma è ovvio che anch'esso si modifica a seconda dei salti "generazionali"...

Calzante l'esempio del Sud Tirolese Vs Austria (anche se ho idea che pure in Austria ritengano i primi dei cazzari :) ).

Un caro saluto e felicissimo di rileggerti...
JZ

Beduino ha detto...

In effetti l'Islam italiano è gestito malissimo ed è troppo frammentato, il risultato è che non si riesce a combinare nulla di buono. Io sul crocifisso parlo a titolo personale e anche se eri convinto del contrario non credo di potermi definire praticante ormai da un bel po'. Se mi fossi trovato in una posizione "istituzionale" quale rappresentante dei musulmani in Italia è chiaro che avrei fatto di tutto per creare armonia tra i musulmani in Italia e il resto della popolazione, perchè alla fine ciò che manca è solo un modo di comunicare con i toni giusti agli italiani quello che pensano realmente i musulmani su certe tematiche, come appunto il fatto che il crocifisso non ci disturba e non abbiamo nulla (come fedeli) contro la sua presenza nelle aule.

Hai notato che stiamo migliorando molto nei nostri dialoghi? Riusciamo perfino a trovarci d'accordo su certe cose :-)

Ovviamente appena si tornerà su palestinesi e israeliani mi sa che ce le daremo di nuovo di santa ragione! Ma lì è inevitabile, mi sa che parliamo più con il cuore che con la testa...

Comunque ho un pezzo qui sul pc da un sacco di tempo che devo postare, così litighiamo un po' :-)

Sempre un piacere leggerti qui. Alla prossima...

Anonimo ha detto...

Ciao!!!

Quanto all'episodio negli Usa pare che le indagini abbiano rilevato quegli aspetti che noi avevamo scartato inizialmente... Peccato.

Quanto alla questione croce e no.
Ovvio, l'Islam è frammentario ma è logico ci sia per sua natura.
Spero col tempo si dia delle connotazioni ufficiali (e magari tranquillizzanti).

Detto questo io mi riferivo ad organizzazioni di dimensioni più significative (Tra cui l'UCOII) che avrebbero potuto dire la loro.
Lo stesso Piccardo (che pure,come sai, ho criticato in alcune occasioni) aveva dichiarato di non avere NULLA contro la presenza del crocefisso in aula.
Sarebbe stato un ottimo spunto per ribadirlo...

Avevo ipotizzato tu fossi praticante forse basandomi sull'alimentazione Halal (ma potrei confondermi).

Ehi, non che mangiare halal renda automaticamente islamici (altrimenti sarebbe stata musulmana pure mia nonna ;) )ma avevo intuito da quello.

In attesa di litigare ;) ti auguro buona serata.

JZ

Anonimo ha detto...

P.S: ottimo il pezzo sull'università. Quando ho più tempo ne riflettiamo insieme.

Beduino ha detto...

Si a quanto pare le cose sono un po' diverse da quanto avevamo ipotizzato inizialmente, comunque le riflessioni generiche sulla questione vanno bene ugualmente.

Fino a qualche anno fa ero un praticante con alti e bassi, poi ho un po' smarrito la retta via! Ora mi limito a non mangiare maiale e non bere alcolici, ma quello per un musulmano è quasi come farsi il segno della croce una volta l'anno per un cristiano!

Beduino ha detto...

Quando vuoi parliamo della KAUST...
Poi appena posso metto un paio di post per litigare :-)
Buona giornata!

Sagredo ha detto...

Beduino, il paragone non regge perche' applichi una doppia morale. Se aderisci ad un esercito con mandato ONU non puoi essere disposto a farlo contro i Coreani e non contro gli Arabi. Non e' che un poliziotto meridionale puo' obbiettare nella lotta contro la mafia.
Devo dire che mi imbarazza e mi schifa un po' commentare in un post in cui si dice che il popolo italiano e' quello che va a puttane e commenta nei siti dei giornali. Scommetto che se uno dice che gli islamici sono quelli che mettono le bombe hai qualcosa da dire a proposito, vero?

Beduino ha detto...

Bene, se ti imbarazza e ti schifa puoi anche non farlo. Non sei obbligato!
Io parlo della realtà, se vivi in un'Italia ideale che non esiste non è un problema mio...

Saluti

P.S: poi se non riesci a capire il mio "umanamente comprensibile" non so che dirti. Se tuo figlio nasce in Tunisia, diventa tunisino e tra 20 anni gli venisse chiesto di invadere l'Italia per te dovrebbe farlo senza alcun problema? Senza sentirsi un po' scosso? Senza provare un conflitto interno?

Sagredo ha detto...

Io posso fare anche cose che mi schifano e dire che mi schifano.

Per quanto riguarda la domanda la risposta e' no, non mi imbarazzerebbe. Gli italiani vanno a puttane e sono mafiosi, gli islamici sono terroristi, gli amerikani Kapitalisti e le femmine puttane.
E tu? beh, te lo lascio immaginare.

E adesso modera.

Beduino ha detto...

Bravo! Hai finito?

Allora, ti spiego una cosa. In un post di un blog si possono anche usare toni provocatori per far passare un messagio. E per sottolineare l'ipocrisia di molti italiani sulla "questione crocifisso" che ho parlato anche delle puttane (ho detto milioni di uomini che vanno a puttane, mica ho detto tutti gli italiani vanno a puttane), ho parlato di evasori fiscali, ho parlato di tradire la moglie/marito, ho parlato di calendari. Non puoi smentire nulla di tutto ciò, in quanto fatti che rappresentano uno spaccato della società italiana di oggi, che ti piaccia o no! E' il contrasto tra questo modo di vivere profondamente contrario ai principi e valori del cristianesimo e l'indignazione (quasi unanime) che si è generata per il crocifisso da rimuovere che volevo sottolineare. Perchè se si indigna il Papa lo posso capire, se si indigna la vecchia del quarto piano che va ogni mattina alle 7 in chiesa la posso capire, ma se tra gli indignati ci sono anche tutti quelli che mentre guardano Striscia pensano alla velina nuda e quando guardano le partite bestemmiano per ogni cross sbagliato allora le cose non mi tornano proprio!

Spero di non averti schifato troppo...

Saluti!

Sagredo ha detto...

A ragionare col Pensiero Arabo si rischia di diventare come la Santanche'.... Che tristezza.

Sia essere ipocriti che andare a puttane o trans, in Italia non e' reato, cioe' non e' ammesso dalla legge dello Stato. Noi la chiamiamo liberta' di opinione. Puo' far schifo ma cosi' e'. Mettere bombe alle stazioni e sugli autobus, dirottare gli aerei e schiantarvicisi, spacciare droga invece si. Ecco dove si arriva con le generalizzazioni. Se lo capisci bene e se no, continua a postare le tue generalizzazioni ma non lamentarti di chi dice che gli immigrati sono terroristi ladri e spacciatori, perche' quelli stanno usando la tua stessa rigidita' logica.

Anonimo ha detto...

Beduino però una soluzione ci sarebbe: non ti arruoli o fai l'obb.di coscienza.

Perché, sfrondato degli eccessi, Sagredo una cosa giusta la dice: uno o ci sta a fare il soldato o non ci sta (vedi proposta di sopra).

Non puoi farlo solo se ti sta simpatico quello contro cui combatti.

In questo senso, la colpa, è di quell'uomo (a prescindere dai legami veri o presunti col terrorismo), non dell'esercito.

Saluti
JZ

Beduino ha detto...

Sagredo, ma sei per caso il cugino di Castruccio? No perchè ragionate in modo simile!

Io ho detto che andare a puttane è reato? Ho giudicato l'andare a puttane? Per me tu sei liberissimo di andare a puttane, drogarti, odiare i neri e gli slavi, detestare i musulmani. Non me ne frega niente, ma devi avere poi la coerenza di non difendere il crocifisso, perchè se sei così quel simbolo non ti appartiene! Ho chiesto solo un po' di coerenza agli italiani, non puoi sentirti profondamente cristiano tanto da indignarti solo quando la corte dice che il crocifisso in aula non è da paese laico e poi nella vita non fai nulla di cristiano dalla mattina alla sera. Punto.

Spero ti sia arrivato il "senso" del post questa volta, altrimenti amen!

Beduino ha detto...

Ma infatti John, la tua analisi non fa una piega, anche secondo me uno così farebbe meglio a non arruolarsi proprio, ma è innegabile che molti, se non i più, si arruolano nell'esercito più per necessità economiche che per amore della patria! E quelli a capo dell'esercito lo sanno benissimo...

Anonimo ha detto...

Ovvio, per questo motivo la colpa è SOLO e soltanto di quell'Uomo.

Premetto che morto di fame non doveva essere (conosco poco gli eserciti ma dubito che uno psicologo militare, soprattutto in QUELLA posizione, percepisca la paga di un soldato semplice) la colpa rimane SUA, non dell'esercito.

Perché soprattutto in quello USA molti ci si arruolano avendo ancora la carta Verde e basta (ad esempio lessi di 2 ragazzi albanesi morti in Iraq), ma non è che posso impedirti di arruolarti perché poi "mi rifiuteresti di combattere contro questo o quello".
SArebbe anche illegittimo.
Nè però poi decidere contro chi lottare o meno.
Ti faccio arruolare, ma a quel punto se rifiuti le armi ho il diritto (metaforico, sia chiaro) di metterti al muro perché simpatizzi col nemico.
Tutto questo discorso per mettere in chiaro che una obiezione ad "personam" (dove eprò la persona sarebbe il passaporto del nemico) non è accettabile.

Ci tengo a chiarirlo visto che il malinteso si era sfuorato anche con Abu Yasin (che,per la cronaca, è la causa scatenante del mio abbandono del blog di Sherif).

Saluti
JZ

Beduino ha detto...

Ma ci mancherebbe, la colpa è sicuramente sua, il mio discorso non era assolutamente per dire "ha ragione", ma nasceva da un'analisi per così dire psicologica di quello che poteva provare un figlio di arabi a dover combattere contro arabi perchè pensavamo, sbagliando, che la causa scatenante della strage fosse questo suo disagio. Era più una riflessione generale sul discorso Esercito-Patria-Immigrazione che indubbiamente deve far riflettere. Mettiamola così, se ti arruoli DEVI combattere contro chiunque, ma questa è teoria, siamo sicuri che in realtà tutti quelli che si arruolano sarebbero disposti a farlo? Io figlio di messicani o nicaraguensi, che chiaramente non immagino possibile una guerra americana contro il Messico/Nicaragua, mi arruolo senza problemi perchè amo l'America che considero la mia "seconda patria", poi succede qualcosa e l'America si trova in Guerra con il Messico/Nicaragua. Che faccio? Ed è giusto o no che un esercito come quello americano tenga in considerazione anche determinati fattori quando decide di mandare i propri soldati al fronte? E' un discorso più generale il mio. Penso non ci sia nulla di "blasfemo" se un esercito (soprattutto quello americano) iniziasse a ragionare anche in questo modo, so che uno è figlio di messicani e non lo metto nella posizione di provare un conflitto interno chiedendogli di combattere in Messico. E' inammissibile?

Anonimo ha detto...

>Mettiamola così, se ti arruoli DEVI combattere contro chiunque, ma questa è teoria, siamo sicuri che in realtà tutti quelli che si arruolano sarebbero disposti a farlo?<

Da che mondo e mondo è così.
Nonc'è scritto quando t'arruoli, con quello sì con quello no.

>Che faccio? Ed è giusto o no che un esercito come quello americano tenga in considerazione anche determinati fattori quando decide di mandare i propri soldati al fronte?<

I casi sono due.
O quello ci va perchè che gli piaccia o meno è Americano, e quindi difende la sua patria, oppure lo si prende e lo si sbatte in galera, aspettando che lo vengano a liberare quelli contro cui s'è rifiutato di combattere.

Secondo me è il modo giusto di agire...

Il tuo ragionamento sarebbe ammissibile in un mondo in cui l'immigrazione praticamente non esiste.

In un mondo come il nostro in cui l'immigrazione è di massa no, non può essere ammissibile

Comunque non ti preoccupare, avevo capito subito che non stavi incolpando l'esercito, bensì lui (a maggior ragione colpevole, visto che lui, per il suo ruolo, non era certo lì a sparare col fucile).

Saluti
JZ