
In questi giorni stiamo assistendo ad una cosa molto triste, l’ennesimaa dimostrazione di quanto la democrazia americana sia in realtà una dittatura indiretta di lobby e corporazioni. Barack Obama, il giovane senatore e candidato democratico alla casa bianca, sta facendo il “compitino” assolutamente necessario per avere qualche speranza di diventare presidente degli USA, sta cercando di dimostrare in tutti i modi la sua amicizia, passione, amore per lo stato ebraico. L’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) , la lobby ebraica in America, è da sempre decisiva nell’esito delle elezioni americane, è semplicemente inimmaginabile diventare presidente degli USA senza aver prima fatto tutto quello che c’è da fare per farsi amici quelli dell’AIPAC.
Qualche settimana fa per allontanare i sospetti sulle sue origini “islamiche” Obama è arrivato a dire che Gerusalemme è la capitale eterna di Israele, suscitando lo sdegno del pacato Abu Mazen e di tutti coloro che credono e sperano nella pace, che in base a tutte le risoluzioni internazionali prevede Gerusalemme Est come capitale del futuro stato palestinese. In questi giorni durante la sua visita in Israele ha fatto di tutto per dimostrare la sua fedeltà verso Israele, dichiarazioni alla Bush, kippah in testa, visita al muro del pianto con tanto di preghiera!
Purtroppo come sempre ad avere ragione sono i più semplici, i meno colti, l’uomo di strada arabo ha da sempre rinunciato a sperare in una presidenza americana più giusta e vicina ai palestinesi, scrittori e intellettuali hanno sempre continuato a sperare ad ogni nuove elezioni. Forse questa è la volta giusta per capire che anche con "change", con la faccia nuova, con il primo presidente di colore, l’America resterà sempre legata ad un sistema che vede le lobby più forti (AIPAC in testa) decisive nella politica estera americana.
A proposito di lobby e politica estera consiglio a tutti la lettura del libro, ferocemente attaccato dall’AIPAC e oscurato a livello mondiale, di Stephen Walt e John Mearsheimer, dal titolo “La Israel lobby e la politica estera americana” , Editore Mondatori.
Qualche settimana fa per allontanare i sospetti sulle sue origini “islamiche” Obama è arrivato a dire che Gerusalemme è la capitale eterna di Israele, suscitando lo sdegno del pacato Abu Mazen e di tutti coloro che credono e sperano nella pace, che in base a tutte le risoluzioni internazionali prevede Gerusalemme Est come capitale del futuro stato palestinese. In questi giorni durante la sua visita in Israele ha fatto di tutto per dimostrare la sua fedeltà verso Israele, dichiarazioni alla Bush, kippah in testa, visita al muro del pianto con tanto di preghiera!
Purtroppo come sempre ad avere ragione sono i più semplici, i meno colti, l’uomo di strada arabo ha da sempre rinunciato a sperare in una presidenza americana più giusta e vicina ai palestinesi, scrittori e intellettuali hanno sempre continuato a sperare ad ogni nuove elezioni. Forse questa è la volta giusta per capire che anche con "change", con la faccia nuova, con il primo presidente di colore, l’America resterà sempre legata ad un sistema che vede le lobby più forti (AIPAC in testa) decisive nella politica estera americana.
A proposito di lobby e politica estera consiglio a tutti la lettura del libro, ferocemente attaccato dall’AIPAC e oscurato a livello mondiale, di Stephen Walt e John Mearsheimer, dal titolo “La Israel lobby e la politica estera americana” , Editore Mondatori.



6 commenti:
un po' naive la tua visione, ma in quale paese del mondo non bisogna essere legati ad una lobby/gruppo di potere per diventare presidente ?
pietro
Speravo veramente che fosse eletto Obama....credevo che con lui le cose potessero cambiare, almeno un pò....ma mi accorgo che sarà tutto come prima ...ci sarà la solita imparzialità e l'america sarà sempre rivolta verso israele, in tal modo la pace sarà purtroppo lontanissima. Najim
Beh Pietro, una cosa è essere legati a lobby interne, che siano commercianti, industriali o altri non cambia. Una cosa è il caso UNICO della lobby ebraica in USA che lavora per gli interessi di uno stato straniero, non per un gruppo di cittadini americani. Se ti sembra la stessa cosa!
La Lobby ebnraica in Usa (che per certi versi posso criticare pure io) lavora ANCHE per uno stato straniero, ma di certo anche per gli ebrei americani.
Anche se ti fa comodo dirlo.
Per la cronaca tifavo Obama anche prima della visita in Israele.
Se poi per essere tollerato, un candidato deve dire che sogna lo stato Unico a maggioranza arabo Islamica altro paio di maniche...
Saluti e buone ferie
JZ
E chi ha parlato di Islam e stato arabo islamico? Pero' quando e' troppo e' troppo. Mi piacerebbe vedere cosa direbbero in Israele se ogni candidato americano prima delle elezioni si recasse in Arabia a fare le abluzioni e parlare dei musulmani come unici ad avere diritti su Gerusalemme. Che mi dici?
Buone ferie anche a te!
Bene hai fatto caro beduino a segnalare l'importantissimo libro dei due grandi studiosi Walt & Mearsheimer. Credo sia un testo fondamentale per chi vuole capire la politica internazionale di oggi.
Salaam
Abu Yasin
Posta un commento